parole

Parole perfette per ogni momento sbagliato

giovedì 15 marzo 2012

Eri la terra


Sono settimane che ti vedo travestita da mille metafore, nelle nostre giornate inconcluse di discussioni inconcludenti, nelle ansie dell'incertezza, nell'eccitazione dell'incertezza, in quei gesti incisi sulle solite pareti panna che imprigionano le emozioni, nelle luci artificiali dei tuoi occhi che fanno da contorno al solito mal di testa che mi viene quando guardo la rettitudine fatiscente con cui mi lacrimi addosso i tuoi forse, io, così dannatamente incosciente dell'arrendevolezza che la mia bocca non può arginare, che le mie dita non possono trattenere, di quell'irrequietezza che ti scorre addosso fino a bagnarti le caviglie mentre corri in giri di parole, fino ad annegare i terremoti che tieni intrappolati fra le costole, fino a leccarti tutte le ferite, per ricordare con la lingua il sapore amaro di chi ti ama senza nulla in cambio.
Ricalibro la mira per colpirti dritta nelle paure, nel momento in cui chiudi gli occhi mentre ti coglie il sonno. Non c'è spazio per me sulla tua pelle, non ci sarà mai. Nei tuoi polsi scorre l'odore del sangue bruciato dagli amori incompiuti. Segui le linee che hai tatuate addosso soltanto per tenerti occupata tutta la vita a non andare da nessuna parte.

Sparisci, annullati. Persino la terra trema, perché non puoi farlo anche tu.